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giovedì 12 febbraio 2015

GIOCHI ALL'APERTO

Giochiamo nella e con la natura..


In una struttura di nido, giocare all'aperto, negli spazi esterni la struttura è importante tanto quanto le attività che si svolgono all'interno. Tanto più se si gioca a contatto con la natura. 
Basta trovarsi in un semplice parco giochi, naturalmente ben curato e pulito, adibito esclusivamente al gioco per bambini.
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il famoso dondolo
Putroppo non in tutte le città è presente un parco giochi riservato ai bambini e alle loro famiglie.

All'asilo nido lo spazio esterno deve essere funzionale a rispondere alle esigenze di movimento del bambino, deve stimolare la sua motricità e la sua curiosità..
Permette le occasioni di socializzazione, di interazione tra bambini, tra  bambini e adulti e tra le famiglie stesse.
Lo spazio esterno del nido dovrebbe essere molto vario e dare la possibilità ai bambini di provare sensazioni diversificate. In particolare, nel giardino del nido possiamo trovare:

-zone pavimentate, altre di vegetazione diversificata tra alberi, piante, alberi da frutto o semplici tratti di giardino, una zona con una specie di vasca per la sabbia, utile per i travasi,
Risultati immagini per giochi all'aperto per bambini parco giochi in austria
-un orticello, piccole piantine: il fatto di invitare i bambini a prendersi cura di una piantina, è utile perché sviluppa e richiama il loro senso di responsabilità, sensibilità e rispetto nei confronti di un essere vivente diverso da noi.
-percorsi strutturati e liberi: lo scivolo, l'altalena, i dondoli in diverse forme di animali, la giostra girevole,...

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Nei paesi Nordici, essendo molto praticata l'attività di falegnameria e di artisti che lavorano il legno,  sono molto diffusi i giochi per i bambini in questo materiale, soprattutto i giochi esterni.
Al parco infatti troviamo molto più che in Italia, le strutture in legno su cui ci si può arrampicare mediante l'uso di corde, passaggi da attraversare, corde a cui legarsi,.... 
Risultati immagini per giochi all'aperto per bambiniIn questi giochi, il bambino prende coscienza del proprio equilibrio, della propria coordinazione dei movimenti e favoriscono l'autonomia nei movimenti, sia i più facili che i più complicati, stimolano all'avventura e al coraggio. 




martedì 23 dicembre 2014

e voi?

Ora vorrei chiedere ai  lettori, se vogliono dilettarsi per un momento a rivangare nella loro memoria relativa alla loro infanzia: con quali giochi avete giocato? 
vi ricordate di aver transitato queste  fasi di gioco? che giochi vi vengono in mente e con quali giochi eravate più abituati a giocare?

chi erano gli adulti con cui maggiormente giocavate? 
chi erano i vostri amici di gioco?

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Io riesco a ricordarmi molti giochi simbolici, tra cui la "casa delle bambole", il peluches a forma di dalmata, il gioco della "casa dei mostri" con mio cugino e mio zio, il camper mobile con le automobiline, stare nel box e far finta che fosse una nave,...
Sicuramente ho fatto molte altre attività-gioco di questo tipo, soprattutto durante la scuola dell'infanzia, cioè la scuola materna.
I lego per la coordinazione visiva e motoria



LE FASI DEL GIOCO

Oggi vorrei parlarvi delle fasi del gioco che caratterizzano lo sviluppo tipico di un bambino nei primi tre anni di vita, in relazione al modello evolutivo proposto da Jean Piaget.

Le prime due fasi appartengono allo stadio evolutivo dell'intelligenza SENSO-MOTORIA caratteristica dei primi 18 mesi.

1.L'origine del gioco avviene attraverso la manipolazione di oggetti dell'ambiente esterno. 
Questa fase si chiama appunto gioco di manipolazione perchè attraverso i canali sensoriali degli organi di senso, il bambino acquisisce le possibili informazioni dell'oggetto in questione, attraverso un processo chiamato di adattamento all'ambiente.
L'adattamento avviene grazie a meccanismi di assimilazione e accomodamento continui che permettono l'integrazione delle informazioni sensoriali raccolte dal bambino.
Quindi il bambino, attorno a 5-10 mesi, è impegnato ad esplorare l'ambiente che lo circonda: per fare ciò utilizza tutto il suo corpo.
Gioco di manipolazione

Se infatti si prende una palla e la si avvicina a lui, egli la porterà subito alla bocca; infatti la "messa in bocca" nello stadio di sviluppo dell' intelligenza senso-motoria ha un'importanza informativa indispensabile al bambino per la conoscenza dell'ambiente.

la manipolazione avviene quando il bambino utilizza il suo graduale sviluppo motorio e sensoriale per conoscere la palla: la tocca,la lecca,cerca di prenderla in mano (prensione- determinata dallo sviluppo GROSSO motorio degli arti), la annusa, ne osserva il colore e la dimensione, la forma e la consistenza.
Sono queste le azioni che portano all'elaborazione delle informazioni sensoriali: nella fase successiva dello sviluppo, il bambino unisce tutte le informazioni raccolte, attraverso una tendenza cognitiva innata,la coerenza centrale, che gli permetterà di convergere tutti gli elementi " rossa, rotonda, di gomma, fredda, grande, che rotola, che si muove,...." al nome "palla".

2. la seconda fase di gioco, e quindi di esplorazione dell'ambiente, avviene attorno ai 10 mesi fino ai 15 mesi circa e si chiama gioco di FUNZIONE.

gioco di manipolazione e di funzione:
l'obiettivo è far passare i solidi con le forme
geometriche nei corretti spazi.
(prassìè visuomotorie: implicano la coordinazione
visuo-motoria per scegliere correttamente i pezzi)
è indispensabile che sia avvenuta l'integrazione delle informazioni sensoriali nella fase precedente: infatti in questo fase l'oggetto manipolato e percepito verrà riconosciuto e usato per ciò che serve, quindi per la sua funzione: la palla ora non serve più per essere conosciuta attraverso i sensi, ma serve per giocare con qualcuno, farla rimbalzare, il cucchiaio serve per mangiare, la bottiglia d'acqua per bere e per contenere i liquidi, il ciuccio per essere tenuto in bocca quando si sente la mancanza del seno materno, la cesta dei giochi non serve per darla in testa al proprio amico, ma per contenere tutti i giochi.

Per potenziare al meglio e favorire questa fase dell'intelligenza, intesa come adattamento all'ambiente, è bene che l'adulto ricordi al bambino la funzione, lo scopo di ogni oggetto: ogni cosa ha infatti un suo utilizzo.

3. La terza fase rappresenta un salto qualitativo dell'intelligenza: secondo il modello evolutivo di Piaget il bambino vive il passaggio dallo stadio senso-motorio allo stadio del pensiero simbolico. Questo passaggio avviene circa dopo i 18 mesi, fino ai tre anni.
Il gioco presente in questo stadio è il gioco SIMBOLICO: il cucchiaio diventa un aereoplano per farlo volare, la palla diventa una ruota, la cesta dei giochi diventa una cassaforte e la bottiglia un microfono,... 

Infatti è proprio a partire da questo stadio che nasce appunto il pensiero creativo e immaginario del bambino, del tutto svincolato dalla funzione reale degli oggetti.
Un esempio classico di gioco di funzione che credo abbiamo fatto tutti è giocare con le bambole generalmente per le bambine e giocare con i soldatini, aereoplani, macchinine generalmente per i bambini. 

il concetto che sta dietro al gioco simbolico è "far finta di...."

A chi non è mai capitato da piccolo di dire al suo amico o pensare " facciamo finta di...., facciamo che tu eri un principe e io la regina,...facciamo che adesso cavalchiamo un cavallo usando il manico della scopa.....?"

Un altro gioco che rientra nella categoria "gioco simbolico" è il gioco di ruolo :
" io sono la maestra e voi gli allievi, usare la bambola come se fosse un bambino piccolo e imitare il ruolo della madre, vestirlo, portarlo nel passeggino,... far finta di essere un fruttivendolo, un cuoco, un dottore, usando le famose cucine in miniatura, o computer, telefonini,...ecc.

Si può notare che il gioco di ruolo permette ai bambini di imitare ed emulare le azioni quotidiane che essi vedono fare dagli adulti di riferimento.(mamma, papà, maestra di asilo nido, nonna, nonno,..)


Corso di Psicologia dello Sviluppo. Dott.ssa Lucangeli


venerdì 20 dicembre 2013

Fonti

Sitografia

-www.unicef.it : C.R.C- Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, 1989.
-http://www.unicef.it/doc/2018/pubblicazioni/convenzione-sui-diritti-dellinfanzia.htm
-www.minori.it 
-http://www.vitazerotre.com/2012/08/il-gioco-da-0-1-anno.html
-http://www.scuolasteineriana-oriago.com/secondo_settennio.html 
-http://www.lacasanellaprateria.com/2011/01/giocattoli-steineriani/

Bibliografia

-Corso "Psicologia dello sviluppo" dott.ssa Lucangeli

-"La prima infanzia e la sua educazione tra utopia e scienza dall'Età Moderna al Novecento"- corso: Storia dell'educazione dell'infanzia. 

- Rivista "Mondo Zero-Tre" numero 3 novembre-dicembre 2008 Articolo: "Gioco e Creatività. Cosa mettere tra le mani dei bambini" scritto da Simona Vigoni.

-Materiale da: Scuola dell'infanzia e nido integrato L.A.Cagnin Parrocchia Natività della B.V.Maria Trebaseleghe (PD)

Strutture visitate

-Centro Infanzia Ponzano Children, Ponzano Veneto (TV)
-Scuola Steineriana a Oriago (VE)